Oggi è proprio una data da ricordare.
Il Catania torna in serie A dopo 23 anni.

L’ultima giornata del campionato cadetto ha visto la promozione della squadra etnea vincendo di fronte a tutti i suoi tifosi in uno stadio (Cibali di Catania) completamente esaurito e pronto per la festa tanto attesa e raggiunta.Andato in vantaggio dopo pochi minuti con Spinesi, si era visto recuperare il vantaggio dalla squadra avversaria, l’Albinoleffe, che giocava per la salvezza per non dover lottare per la retrocessione in serie C.Quindi la partita era molto rovente.L’appuntamento con la storia è per l’ottavo minuto della ripresa. Siamo sull’uno pari, al Catania serve un gol. Percussione centrale, palla morbida di Caserta.Del Core è lì, più rapido di tutti. Da solo. Libero quanto basta per calciare in porta. Due tocchi. Il primo per mettere fuori causa Ginestra e aprirsi lo specchio della porta. Non c’è più nessuno a ostruirgli la via della rete. Il secondo per finire l’opera. Sono in ventimila, tanti quanti gli spettatori presenti, a spingere quella palla in fondo al sacco. Ventitrè anni in un attimo. L’attimo fuggente, che Umberto Del Core coglie al volo: “Dopo il gol non ho capito più niente”, racconta. C’è da credergli. La corsa perdifiato, l’abbraccio dei compagni, l’ammonizione dopo l’esultanza: “Ci stava, ma che importa. E’ il cartellino giallo più gradito della mia vita”
